Gay & Bisex
Treni 1 - Monaco di Baviera
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19.02.2025 |
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"Se volevo potevo andare con lui..."
Sono amico di Simone fin da quando eravamo ragazzi. Lavora nel settore tecnologico delle f.s. a Bologna. Gay dichiarato, all'inizio mi ha fatto una corte lunga ma discreta tanto che non me ne sono neppure accorto e, sebbene abbiamo fatto molte vacanze assieme, non è mai successo niente neppure di superficiale. Aveva conosciuto un bavarese di nome Kurt che abitava in una cittadina non lontana da Monaco e mi convinse ad andare con lui 4 giorni là in vacanza: io avrei visitato Monaco, lui si sarebbe spupazzato il suo tedeschino. Simone aveva fatto prenotare da Kurt una stanza per due in un hotel in Viktualien Markt di Monaco, ma forse non si erano capiti e probabilmente Kurt aveva pensato che i due erano loro due, non Simone ed io. Non si aspettava neppure che ci fossi e mi dimostrò subito una gelosa feroce antipatia, peraltro ricambiata senza problemi appena questo insignificante, cicciotto, molliccio biondastro spelacchiato rispose infastidito al mio primo cordiale ed educato saluto.
Il viaggio era in treno perché Simone, come dipendente fs, viaggiava gratis ed il viaggio era di notte. Aveva prenotato due cuccette che non ci saremmo goduto al massimo perché avremmo dovuto cambiare al mattino poco dopo le 6 in un paesotto austriaco, mai sentito nominare, chiamato Leoben. Lavorava fino alle 18, ci si sarebbe trovati in stazione a Bologna dove avremmo poi mangiato qualcosa con calma prima di partire. Pensavo a una pizza o anche una cosa in una rosticceria in quanto il tempo era largamente sufficiente, invece fu solo un panino in un bar della stazione in quanto lui doveva tornare in ufficio per farsi una doccia e prendere il bagaglio. Se volevo potevo andare con lui.
- No grazie, ti aspetto qui - risposi un po' acido.
Rientrai nel bar, presi un toast, un caffè e un dolcetto dopo di che camminai avanti e indietro lungo il primo marciapiede, come sempre un po' affollato. Notai un moraccio con due fantastici occhi azzurri che mi fissava. Tirai diritto fino alla fine del piazzale centrale e proseguii un po' nel piazzale ovest ma poi tornai indietro, Ripassai davanti al moraccio che stavolta mi fece un sorriso a 32 denti. Gli sorrisi anch'io ma con l'espressione di chi sta pensando "Ma che vuole questo...". Continuai fino al bar in cui ero stato e mi rigirai. Me lo trovai di fronte a 2 metri di distanza.
- Che treno aspetti?
- Il TEN per Monaco delle 22 e rotti...
- Uh, a voglia che devi aspettare. Io vado al piazzale est a prendere il treno per Ravenna. Ho circa mezzora... mi fai compagnia?
Penso: "Chiaro che questo mi vuole conoscere... ma non era forse meglio un bar per fare conoscenza, tra l'altro al piazzale est non c'è nulla, manco i cessi..."
Immerso in questi pensieri non ascoltavo neppure quello che andava dicendo...
- Ehi ma che hai? Ti sto scocciando?
- Ehm... no, scusa, stavo facendo qualche considerazione...
- Su cosa se posso...
- Sul fatto che qui non c'è neppure un posto in cui tirarsi fuori l'uccello e pisciare.
- Se devi pisciare i cessi ci sono sebbene un po' nascosti, ma se devi solo tirarlo fuori vieni con me.
Era sopravvissuta una cabina telefonica di quelle con doppia anta a ventola ed era in un angolo male illuminato. Non so se il telefono funzionasse perché non ebbi neppure il tempo di levarmi lo zaino che avevo dietro le spalle, mi spinse dentro, mi abbassò i calzoni della tuta e gli slip e si accucciò a succhiarmi il cazzo. Slappando riuscì a biascicare che gli piaceva fare "intostare la pistola" in bocca e la mia non si fece pregare, anzi in pochi minuti gli scaricò in bocca il suo contenuto. Poi si alzò per baciarmi ma io spostai il viso. Deluso disse:
- Bada che è roba tua...
- Lo so ma non mi va...
- Allora ciao - e mi lasciò lì col cazzo di fuori andandosene offeso. Nel frattempo mi suonò il cellulare. Era Simone:
- Si può sapere dove cappero sei finito che è mezzora che ti aspetto. Sono in biglietteria. Vedi di darti una smossa che hanno già annunciato il treno...
In realtà non era vero ma mi voleva lì con sé. Il treno credo venisse da Napoli e il nostro era un comparto di 4 cuccette di cui una superiore già occupata. Simone prese posto sopra in quella a fianco ed io in quella sotto a Simone. L'altra rimase vuota. Io rimasi vestito, Simone invece si mise in mutande e maglietta. Stavo per addormentarmi al dondolìo ritmato del treno quando sentii movimenti sulla branda di sopra, allertai le orecchie e capii che Simone si stava segando, mi girai sul fianco e guardai in alto: il tizio a fianco era sul bordo con una mano verso Simone.
" Però..." pensai e sentii Simone dirgli:
- Perché non scendi e avvicini la bocca?
Non capii cosa disse l'altro, ma Simone rispose di non preoccuparsi. Lui scese in piedi reggendosi con una mano i calzoni di cui, evidentemente, aveva abbassato la zip quando era sul letto. Il pompino era abbastanza rumoroso ed io avevo a 10 centimetri il suo cazzo duro che spuntava dall'alto degli slip. Che potevo fare? Glieli abbassai, lui lasciò cadere i calzoni e mi infilai in bocca una bella prugna scura senza sapore di precum, proprio come piaceva a me. È evidente che non potevo non masturbarmi nel frattempo. Il primo a venire fu Simone, poi lo sconosciuto ed infine io. Come tutto era silenziosamente iniziato, tutto terminò dopo un leggero fruscio di fazzolettini di carta.
Arrivammo a Monaco in tarda mattinata, ci recammo in hotel per depositare gli zaini e facemmo i turisti. Tornammo nel pomeriggio per prendere possesso della stanza e facemmo la doccia. Kurt arrivò per ora di cena ed andammo in una birreria. La cena fu discreta, Kurt fu odioso e la successiva passeggiata in centro mi vide gironzolare per conto mio o davanti o dietro gli altri due. Poi di punto in bianco Kurt mi disse che aveva preso una camera in un hotel vicino chiedendomi se non mi dispiaceva andare là io, cosicché lui veniva con Simone al posto mio. Stavo per rispondergli dispettosamente che non ci pensavo proprio ma poi dissi di sì, giusto per farmi meglio gli affari miei e non avermelo davanti.
In hotel Kurt parlò in tedesco col receptionist dopo di che Kurt e Simone mi accompagnarono all'altro albergo che era poco distante. Non era una bettola ma ci somigliava; il tipo alla reception era però una bella barbetta curata che parlava benissimo l'italiano. Kurt, dopo poche frasi in tedesco se ne andò con Simone accompagnato dal mio sguardo risentito. Il receptionist forse conosceva i retroscena dello scambio o forse la mia faccia era molto eloquente, fatto sta che disse:
- Cos'è? Il tedesco ti ha scippato l'amichetto o, al contrario, il tuo amico ti ha fregato il tedeschino?
Sorpreso dal perfetto italiano rimasi un attimo assorto, poi risposi:
- Non siamo amichetti, solo amici, mai fatto niente con lui... con nessuno dei due, il tedesco poi manco so chi sia - puntualizzai guardandolo con intenzione. Si aprì in un bel sorriso:
- Mi chiamo Alessio e sono di Verona; con un amico tedesco abbiamo aperto 10 anni fa questo hotel. Siamo una coppia aperta. La tua stanza è la 302 al terzo piano - disse prendendo una chiave da dietro il bancone - non c'è ascensore ma tu sei giovane e in forma...
- Oh sì, molto in forma - e gli toccai la mano mentre prendevo le chiave sorridendogli come una zoccola.
- Ci sono canali interessanti a pagamento nella tv - aggiunse mentre ero già sul primo gradino delle scale.
- Ah, grazie, ma il genere lo apprezzo solo se sono in compagnia - dissi voltandomi appena. Gli strizzai un occhio meravigliandomi della mia sfrontatezza e puttanaggine. Chissà se lo aveva notato.
Eccome se lo aveva notato. Verso le tre di notte me lo sono ritrovato nel letto: un fisico niente male, peloso il giusto, una barbetta corta corta, una bocca da brivido con due belle labbra morbide, un cazzo non eccezionale ma dignitoso e soprattutto due chiappe da ballerino classico. Non avevo chiuso la porta a chiave e lui era entrato molto silenziosamente, ma immagino avrebbe potuto entrare comunque con un passepartout. Io mi svegliai già solo colla luce proveniente dal corridoio quando aprì la porta. Lo vidi esitare un po' avvicinandosi al letto e sollevare lentamente il piumino sotto il quale dormivo nudo. Dalla finestra senza persiane entrava una luce ovattata e complice che soffondeva un lucore morbido. Gli presi le mani e me lo tirai addosso. Mentre gli mordevo le labbra tumide lui si scalciava via i mocassini e poi si levava la camicia. Sospendemmo un attimo, si sollevò, si tolse i calzoni e i boxer lasciandoli a terra a fianco del letto e mi venne addosso baciandomi e mordicchiandomi ovunque.
Lasciai fare per un po' poi decisi che toccava a me. Gli presi i fianchi, non aveva un filo di grasso e, stringendoglieli, mi rotolai sopra di lui. "Adesso sei tutto mio" pensai ed iniziai un'esplorazione accurata con la lingua di tutto il suo corpo. I capezzoli erano durissimi, la peluria a ventaglio fra di essi morbidissima, scesi seguendone il percorso fino al pube in cui sentii odore di saponetta alla lavanda. Mi fece piacere notare che si era lavato prima di salire da me. Tra una succhiata di cappella e una ciucciata alle palle gli chiesi chi fosse rimasto alla reception.
- I clienti sono tutti entrati. Ho chiuso. Alle 5 e mezzo poi Jurgen riapre e prepara il buffet per la colazione...
Ora gli avevo sollevato le gambe e gli mangiavo il culo.
- Hai profilattici con te?
- Ja... tasca posteriore dei calzoni...
Allungai un braccio verso il pavimento, presi i pantaloni e senza sospendere mai il mio lavoro di lingua sul suo orifizio dopo breve armeggiamento avevo già infilato il condom. L'entrata fu un tantino ostica e i suoi muscoli sfinterici mi stringevano la nerchia. Ebbi l'impressione che non avrei resistito molto. Cercai quindi di distrarmi parlando:
- Quanta palestra c'è in questo corpo scolpito?
- Mezzora al giorno. Tutti i giorni. Ma faccio gli esercizi in casa.
- Il tuo amico ha un fisico come il tuo?
- No lui è molto più... morbido...
"Ho capito, dunque mi sto scopando il maschio della coppia" e questo pensiero fece sì che la mia libido aumentasse. Accelerai la scopata prendendogli in bocca un alluce, poi l'altro, poi entrambi sollevandogli ulteriormente il bacino. Nella penombra quel corpo era una favola, non resistevo più; stavo per dirgli che sarei venuto quando lui mi anticipò sborrandosi addosso con un getto che gli arrivò sulla faccia. La contemporanea contrazione ritmata dei suoi sfinteri mi fece godere in modo spasmodico e venni copiosamente. Sfiancati ci appoggiamo appiccicosi l'uno sull'altro e rimanemmo così per qualche minuto. Fu Alessio a interrompere l'atmosfera. Accese la luce e disse:
- Faccio una doccia rapida... non posso mica andare da Jurgen così...
Lo guardai sotto la doccia: "dio mio che chiappe..."
- Hai due capolavori di chiappe...
Sorrise. - Venti minuti di tapis roulant al giorno. Tutti i giorni... È la costanza che fa la differenza...
Si asciugò e venne a stamparmi un bacio sulla bocca.
- Dove vai domani, cioè oggi?
- Non so, dipende anche da quei due... Penso faremo i turisti. Tu cosa consigli?
- Sconsiglio i gay bar e le saune, nel caso avessi letto qualche guida. Sono tutte farlocche. Nelle saune è perfino proibito appartarsi. Monaco è una città molto bacchettona. Piuttosto andate sull'Isar poco fuori città. Ci si va coi mezzi pubblici, meglio se in treno. Ti insegnerò come fare... A domani...
Uscì lasciandomi in uno stato di compiaciuta soddisfazione. Mi sapeva fatica farmi la doccia, mi tirai addosso il piumino e mi addormentai.
Al mattino mentre facevo un'abbondante prima colazione mi studiai Jurgen che finiva di sistemare il buffet. Non ero più tanto sicuro di aver colto nel segno identificando Alessio come il maschio della coppia. Jurgen era molto diverso da come me l'ero immaginato. Certo non aveva il fisico di Alessio ma non era certo il classico tedesco biondo con gli occhi chiari. Era magro con gli occhi scuri incorniciati da sopracciglia folte, così come folti erano i corti capelli brizzolati. Chissà se Alessio gli aveva riferito del nostro happening.....
Fu subito chiaro di sì. In un italiano molto tedesco venne al mio tavolo con un depliant dei dintorni di Monaco. Cerchiando con una biro una zona ai bordi della carta disse che la zona "battereccia" dell'Isar era quella lì e una volta sul posto non mi sarebbe stato difficile trovarla, bastava seguire i maschi che ci si inoltravano. Mi disse con quali mezzi pubblici arrivarci e si raccomandò di andarci con pochi soldi e senza catenine o braccialetti. La stazione della S-bahn in cui scendere era Grosshesselohe-Isartal.
Sorrisi e ringraziai. Chiamai Simone che già mi stava aspettando nella hall dell'altro hotel. Il programma era di visitare tutta Monaco (musei esclusi) e la sera andare a cena fuori con Kurt. Poi l'indomani che era sabato, Kurt ci avrebbe portato a Norimberga. Il solo pensiero mi faceva star male e, nel pomeriggio, mentre scorrazzavamo su e giù per Monaco (che è veramente enorme) tra U-bahn e S-bahn di cui non capivamo niente e mezzi di superficie, gli dissi che a cena non sarei andato perché ero di già stanco, avrei mangiato un wurstel per strada e sarei stato in albergo mentre l'indomani avrei visitato i musei. La domenica mattina poi, se gli andava, avremmo fatto giretti in centro senza stancarci perché poi al pomeriggio avremmo dovuto tornarcene in Italia, con treno "normale" e saremmo arrivati di notte.
In hotel alla reception c'erano sia Jurgen che Alessio.
- Sei distrutto - disse quest'ultimo - sei stato all'Isar?
- No no, in città... dal Maximilianeum ai Propilei e dalla Sendlinger tor all'università. In effetti sono molto stanco, mi ficco a letto e se ne parla domani di qualunque altra cosa...
- Buon riposo allora - poi, abbassando la voce - non vuoi che più tardi venga a vedere se ti serve qualcosa?... o sei troppo stanco per quello?
- Non così stanco - dissi con aria angelica.
- Allora a stanotte.
Dovevo essere veramente distrutto perché non mi svegliai quando venne. Non subito almeno. Mi svegliò un corpo caldo con una protuberanza dura che spingeva contro il mio fondo schiena. Mi girai verso di lui ed appoggiai la testa sulla sua clavicola. Avrei volentieri ripreso sonno, ma Alessio non me lo permise: si divincolò e iniziò a baciarmi ovunque finendo col mio cazzo in bocca.
- Hai un uccello stupendo Jacopo... mugugnò lappando e succhiando.
Ruotai un po' sul letto mettendomi a 69 e lo succhiai anch'io, ma ben presto ebbi voglia di incularlo.
- Voglio scoparti Alex.
- Sì ma questa volta guido io.
Non capii subito. Si alzò, andò sulla sedia dove aveva appoggiato i suoi calzoni, prese un condom che mi infilò ed un tubo di gel che spalmò sul suo buco e sul mio uccello inguantato. Mi si sedette sul cazzo a candela molto agevolmente e si abbassò verso il mio viso cercando la mia bocca. Lo baciai con passione mentre davo piccoli colpi dal basso.
- Faccio io - disse e si sollevò iniziando un movimento rotatorio. Io mi godevo la vista del suo bel corpo con le mani appoggiate ora sui suoi pettorali ora dietro le natiche che stringevo e tiravo verso di me. Alessio si alzava fin quasi a farsi uscire il mio uccello dal buco e poi scendeva di nuovo molto lentamente. Era davvero bravo. Incominciò a menarsi il cazzo per poi interrompersi dicendo:
- Sei solo attivo Jacopo?
- Quasi sì - risposi.
- Allora veniamo così. Dimmi quando stai per venire.
Riprese con più forza sia il movimento del bacino che la sega finché la sospese.
- Sarei pronto - disse.
- Io no...
Allora si sfilò mettendosi alla missionaria dicendo:
- Vai così e riempimi.
Non obiettai, lo montai con una certa violenza finché venne senza toccarsi e allora venni pure io con un rantolo liberatorio. Rimasi un po' a sbaciucchiarlo e, dato che lo facevo anche sul collo, mi allontanò dolcemente.
- Non lasciarmi segni...
- Ma hai detto che siete una coppia aperta...
- Non è per Jurgen ma per i clienti... Fa troppo caldo per mettermi una maglia a collo alto...
Rise e accese la luce. Io ero incantato dalle sue movenze mentre si vestiva.
- Ti piace Jurgen? - chiese a bruciapelo
- Non è male per la sua età...
- Ehi scemotto, bada che ha 40 anni appena compiuti... ma, aspetta aspetta... a me quanti ne dai?
Cercai di rimediare con un - non son bravo a dar l'età.... -
- Non ho ancora 36 anni, ci scommetto che me ne davi di più.... dai dai, torna a dormire che ti aspetta un'altra giornata di fuoco...
Uscì chiudendo piano la porta ma io non riuscii a riaddormentarmi. Mi feci una lunga doccia, poi girai un po' tutti i 36 canali televisivi, da quelli americani a quelli arabi e fui uno dei primi alle 7 e mezza a scendere per la prima colazione. Jurgen stava tirando fuori degli yogurt da un frigo basso e mi scoprii a guardargli il culo pensando che quasi quasi...
- Non ho ancora pronto il salato - disse.
- Non fa niente, ho tempo.
Mentre mi mangiavo uova strapazzate e bacon con un caffè lungo lui si muoveva con scioltezza portando sul bancone varie cose. Sì non era male... Interruppe i miei pensieri venendo al tavolo e chiedendo se oltre alle scrambled eggs gradissi ein ganze spiegeleier
- Sarebbe in tricolore?
- Uofo fritto occhio di pue. Comunque anche pantiera di Cermania è tricolore, solo che sono sdraiati...
- Vero. Per le uova no grazie, c'è perfino troppa roba.
- Oh, non pasta mai... Oggi Isar ja?
- Penso di sì, non ho voglia di camminare in città...
- Oh... camminerai di più là ahahah, ma non antare troppo presto, aspetta almeno 10 e mezzo se no trovi nessuno... Meglio mezociorno e pomericcio... Ah prenti zainetto vuoto su spalle. Meterai vestiti. Là si cira senza, è FKK zone.
Poi Jurgen fu occupato da altri ospiti e io tornai in camera finché non venne una sudamericana per rifare la stanza.
Arrivai al Grosshesselohe brücke verso le 10. C'era già gente. ragazzi in bici e sportivi che correvano. Quando mi fu chiaro dove andavano per "rilassarsi" dopo la corsa, ne seguii uno che si infilò in mezzo agli arbusti su quella che doveva essere un'isola in momenti in cui il fiume era meno secco. Camminai tutta la mattina tra giovani e giovanissimi che si conoscevano quasi tutti. Solo quando, verso mezzogiorno, mi spogliai camminando nudo, mi presero in considerazione, ma non combinai niente. Nel primo pomeriggio mi abbordarono due di mezza età, ma non mi andavano, preferii fare il guardone di due che si erano apparentemente nascosti ma che in realtà cercavano un terzo. Arrivò un ragazzo in mountain-bike: si era levata la tuta in lycra ed era rimasto appoggiato alla bici col bacino in avanti esibendo un cazzo scuro, lungo e sottile, semirigido. Pensai che, pur trattandosi di un giovane ben fatto, tutto sommato non era il mio genere. Passandogli alle spalle mi diede pure noia l'odore acre di sudore che emanava; la qual cosa, evidentemente, non doveva interessare molto ai due semianziani di prima uno dei quali si abbassò a succhiarlo e l'altro dietro a lisciargli le chiappe.
Sempre camminando mi imbattei in altre scenette più soft ma dovevo avere un aria snob perché nessuno mi cagava. In effetti pensavo di essere troppo fico per la fauna che c'era lì. Nella mia ennesima camminata di ritorno vidi sbucare da dei cespugli fitti la ruota della mountain bike. Feci un giro attorno ai cespugli per cercare l'accesso della radura. Uno dei due uomini reggeva sotto le ascelle il giovane che, a culo indietro e gambe divaricate, si faceva sbattere dall'altro. Il primo mi fece cenno con la mano di avvicinarmi. Esitai un po' ma poi andai dietro all'inculatore che aveva due chiappe cicciotte e pelose, mentre il giovane stantuffato le aveva belle sode. Il cazzo entrava e usciva con lentezza. Mi venne la voglia di vedere se avesse il profilattico ed allungai una mano poiché non riuscivo a vedere bene. Non l'aveva e non potei non chiedermi come mai, con tutto quello che succedeva e che si sapeva, un giovane promiscuo non esigesse che l'indossassero. Me ne venni via e tornai alla S-bahn.
In hotel, di nuovo Alessio e Jurgen erano entrambi alla reception. Al loro sguardo interrogativo risposi che non avevo combinato nulla e che il posto era troppo promiscuo per i miei gusti. Feci una doccia. Risposi al messaggio di Simone che mi diceva dove avremmo cenato che non uscivo e che ci sarebbe visti nel suo hotel verso le 9 e mezza l'indomani mattina ed uscii in cerca nei dintorni di qualche street food ed una birra.
Al ritorno Alessio disse che aspettavano una corriera di 24 italiani per le 20 ma erano stati bloccati in Austria dalla polizia che aveva proceduto ad un controllo di conformità con le leggi austriache del pullman:
- Non è la prima volta che quegli stronzi fanno così e lo fanno solo con gli italiani per romper loro il cazzo. Ma lo rompono anche a noi perché così arriveranno verso le 22 e dovrò assegnare le stanze e poi loro andranno a cena dove hanno prenotato e fino alle 4, se va bene, non saranno rientrati e ci sarà chi vorrà un'altra coperta e chi un cuscino più alto e chi non gli van bene i piumini e chi avrà troppo caldo e chi troppo freddo e chi troppo tiepido e chi non riuscirà ad usare il phon e chi vorrà una doppia chiave e chi voleva una doppia e gli è capitata una matrimoniale... che palle... mi sa che Jurgen mi darà il cambio che starò ancora sistemando la gente.
Non andò esattamente così. Verso le 5 vennero entrambi in camera da me: Jurgen a darmi il puonciorno ed Alessio a darmi il saluto definitivo. Venni preso da tutti e due e letteralmente strapazzato da morsi, affogato di baci e smanazzato ovunque. Alessio si rivolse a Jurgen:
- Schatz, der junge mann sagt, er sei nur aktiv, che dici? Gli facciamo provare cosa si è perso finora?
- Es ist eine tolle Idee - rispose l'altro.
- Zzo dite voi due - ma in realtà credevo d'aver capito e la cosa non è che mi stesse proprio bene - Non fate stronzate che sveglio tutto l'albergo e vi trovate 25 italiani contro.
Non potei aggiungere altro perché Alessio mi tappò la bocca con le sue labbra a ventosa e Jurgen mi si attaccò all'uccello e passò pure a leccarmi il culo. Ero un po' teso ma mi rilassai quando loro si scambiarono le posizioni: Jurgen non aveva le labbrone sfiziose di Alex ma baciava ugualmente da dio ed Alex mi leccava la zona peritoneale mandandomi in estasi. Per un po' spompinai Jurgen che aveva un uccello più grosso di quello di Alex e poi lui mi si sedette sul viso facendosi mangiare il culo. Fu un attimo: sentii del fresco nel buco del culo e poco dopo avevo Alessio dentro.
- Maledetto... vai piano almeno...
Ma non mi ascoltò, mi scopò con una certa violenza e venne in breve. Uscì e Jurgens disse:
- Su, ora tu vendica, io tengo fermo...
Già... come se ce ne fosse stato bisogno...
Alessio mi mise un condom e si dispose alla missionaria. Jurgen gli si dispose sulla faccia come prima con me ed io montai Alex baciando Jurgen che dopo poco disse: - Ce ne hai anche per me?.
Urka... era come invitare un oca a bere. Jurgen si mise in quadrupedia ed io lo inforcai afferrandogli i fianchi mentre da sotto Alex gli faceva una pompa. A dire il vero leccava anche le mie palle mentre da sotto abbracciava in vita il suo tedesco. Venne prima lui di me e allora Alessio disse: - Esci e sborraci in faccia - E così fu. Gettai il profilattico, loro due si misero vicini ed io con poche manate gli sversai in faccia tutto il mio latte gettandomi poi esausto sul letto. Si lavarono alla buona e Jurgen uscì dicendo:
- Ci fetiamo al Frühstück - . Alessio rimase ancora un po' poi disse - Vado a dormire. Tornaci a trovare bel maschiotto e mi stampò uno dei suoi lunghissimi baci prima d'uscire. Quanto mi piaceva quest'uomo....Mi riaddormentai ed arrivai tardi nell'hotel di Simone. Il resto della giornata non merita menzione. Salii sul treno lasciando a Monaco una piccola parte di me.
Ovviamente non ci vedemmo né ci sentimmo più. Sono ritornato a Monaco qualche anno fa e non esisteva più neppure l'hotel. Provai amarezza. Chissà come erano invecchiati... se stavano ancora assieme... se mi avrebbero riconosciuto... Tristi i ricordi degli avvenimenti belli di gioventù...
Forse anco avrai di questo tempo brama,
Ché il felice destin sempre non dura;
Prendi diletto finché sei su il verde,
Ché lo avuto piacer mai non se perde.
M.M.Boiardo (1441-1494)
Orlando Innamorato lib.I, c.XII. ott.15
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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